Goebbels torna dalla guerra
L'anti-opera "Songs of War I Have Seen" ad AngelicA
Recensione
classica
Due ensemble sul palco, la Orchestra of The Age of Enlightenment (archi e legni) e la London Sinfonietta (ottoni, percussioni e tastiere), l’antico e il moderno che si confrontano. In "Songs of Wars I Have Seen" le musiche di scena per "La Tempesta" di Shakespeare scritte da Matthew Locke nel 1674 sono inglobate nella partitura di Goebbels, in un imprevedibile vagare nella memoria dei secoli. Il testo, recitato dalle stesse strumentiste impegnate nell’esecuzione, è di Gertrude Stein, uno sguardo tutto femminile e intimo sulla guerra: la prima e la seconda guerra mondiale, realmente vissute dalla Stein, ma anche le guerre precedenti rivissute attraverso la memoria storica e letteraria. Nessuna enfasi sui tratti più drammatici e devastanti dei conflitti, piuttosto frammenti di conversazione, considerazioni bizzarre e surreali sui loro effetti nella quotidianità: perché continuare a denunciare la tragedia e l’orrore quando la storia ripete se stessa senza fine e non c’è azione umana che possa trarre beneficio dall’esperienza? Così la musica, frammentaria e delicata, scorre nel medesimo registro "disengaged" accanto al testo, senza segnalarsi per qualità particolari. Qua un ticchettìo come di macchina da scrivere, là un loop di sample stratificati, un solo di flauto, una melodia all’arpa, fino al lamento micro tonale del lungo solo di tromba che, sul bordone creato dalle campane tibetane, chiude l’opera.
Anti-opera? Certo, trattandosi di Goebbels non c’era da dubitarne. Anche se, in questa occasione, sono mancate le straordinarie invenzioni e le geniali intuizioni, nonché la superba messa in scena, di lavori che hanno reinventato il teatro musicale come "Schwarz auf Weiss" o "Max Black".
Orchestra: London Sinfonietta - Orchestra of The Age of Enlightenment
Direttore: Sian Edwards, direzione
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