In attesa dell’inaugurazione della prossima stagione lirica, il 6 dicembre con “Turandot”, “A midsummer night’s dream” di Britten è l’opera che ha battezzato la macchina scenica, tecnologica eppure agevole, del nuovo teatro Petruzzelli di Bari. La scelta del titolo fa pendant con l’opera, rara, cui toccò aprire il teatro nel 1903, “Gli Ugonotti” di Meyerbeer. Non solo: in qualche misura, porta avanti un percorso britteniano, caro al sovrintendente Vaccari, che negli ultimi anni ha già portato sul palcoscenico del teatro Piccinni “A beggar’s opera” e “The turn of the screw”.
Sebbene la molteplicità di situazioni ed intrecci, il regista e lo scenografo hanno puntato sulla semplicità della narrazione. La foresta sembra lo scheletro di un capannone industriale. Gli unici movimenti scenici sono in verticale per Puck, lo splendido recitante acrobata Tom Walker, e circolare (su una pedana rotante) per le coppie Lisandro-Ermia, e Demetrio-Elena.
La lettura esperta di Jonathan Webb ha valorizzato i capolavori timbrici di questa partitura che sembra fatta apposta per il teatro. Incredibilmente equilibrata l’intera compagnia di cantanti, di madre lingua inglese, e tutti molto applauditi. Particolarmente riuscita la caratterizzazione del gruppo degli artigiani, fra cui spiccava, naturalmente dato il ruolo, il basso-baritono Jonathan Lemalu (Bottom). Incredibilmente brave le voci bianche del Trinity Boys Choir, i cui vestiti nulla avevano a che fare col mondo dei folletti e delle fate, piuttosto con quello della strada. Il suono dei 37 elementi dell’Orchestra della Provincia di Bari risultava curato, anche se talvolta si perdeva nel grande Petruzzelli.
Note: Coproduzione tra Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari e Teatro Valli di Reggio Emilia. Repliche baresi 27 e 29 ottobre. Reggio Emilia 5 e 6 novembre.
Interpreti: William Towers (Oberon), Norah Amsellem (Tytania), Tom Walker (Puck), Brian Nickel (Theseus), Elena Traversi (Hippolyta), Blagoj Nacoski (Lysander), Stephan Genz (Demetrius), Gabriella Sborgi (Hermia), Susannah Glanville (Helena), Jonathan Lemalu (Bottom), Joshua Bloom (Quinte), Christopher Gilet (Flute), Mark Coles (Snug), Mark Wilde (Snout), George Mosley (Starveling)
Regia: Daniele Abbado
Scene: Graziano Gregori
Costumi: Carla Teti
Coreografo: Simona Bucci
Orchestra: Sinfonica della Provincia di Bari
Direttore: Jonathan Webb
Coro: Trinity Boys Choir
Luci: Valerio Alfieri