Saalfelden a tutto volume
In Austria si è chiusa l'edizione 2010 della" vetrina" europea dell'avanguardia musicale

Recensione
jazz
Dall’energia contagiosa dell’Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek ai muri di suono di The Thing in versione XXL, degli Zu, del trio Fire di Mats Gustafsson, ai timbri ispidi di Marc Ribot e Carla Kilshedt, una delle caratteristiche comuni tra i concerti del trentunesimo festival di Saalfelden è stata quella della potenza sonora: un’alternanza di musiche che si sono imposte per intensità e urgenza espressiva. Il festival austriaco documenta movimenti e tendenze svelando punti comuni inaspettati, che risaltano proprio dalla giustapposizione. Ad esempio si rintraccia l’eredità di fuoriclasse dell’avanguardia come John Cage e Bill Dixon; il primo evocato da Marc Ribot nella trascrizione per chitarra elettrica di alcune sue composizioni, il secondo nella dedica appassionata della chicagoana Exploding Star Orchestra, in una performance che ha sintetizzato lo spirito iconoclasta di Dixon, la tradizione dell’A.A.C.M. insieme alle sonorità generate negli ultimi anni dal movimento post-rock. Altri momenti da segnalare, il concerto della pianista Myra Melford in quintetto con un repertorio denso di blues e spiazzante nelle colorature; la presenza della chitarrista Mary Halvorson, che ha suonato in tre gruppi diversi mostrando ispirazione e versatilità; il quartetto di Sylvie Courvoisier e Mark Feldman forte dello swing nervoso del batterista Gerry Hemingway. Ma come ogni anno è l’insieme delle proposte che comunica la vitalità dei suoni d’oggi; un bel viaggio nella musica di quattro giorni, aperto dal sassofonista Roy Nathanson e i musicisti di Subway Moon con un brano benaugurante, che invitava tutti a salire sul “Love Train”.
Note: Dal 26 al 29 Agosto a Saalfelden, Austria
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