Give Me Flowers, un sogno gospel chiamato Nashboro

Esce per la Third Man Records un'antologia di gospel anni cinquanta-sessanta da Nashville, tanto oscura quanto elettrizzante

Give Me Flowers, Nashboro, Third Man
Disco
pop
Aa.Vv.
Give Me My Flowers
Third Man
2018

Nasce dal sogno del proprietario di un negozio di dischi a Nashville, all’inizio degli anni Cinquanta: È l’avventura dell’etichetta Nashboro, capace di passare da un oscuro retrobottega alla ribalta nazionale, grazie alla attenzione rivolta alla scena gospel più underground e vivace.

Ernest L. Young, questo il nome dell’illuminato proprietario dell’Ernie's Record Mart: grazie alla curatela del Rev. Dr. Morgan Babb e a una produzione sonora chiara e diretta, la Nashboro pubblicò la musica di gruppi i cui nomi magari non diranno molto al grande pubblico, ma che, grazie alle connessioni reali nel tessuto sociale e culturale della città (il negozio, la radio cui Babb collaborava) hanno avuto un ruolo decisivo nella costruzione della forte scena musicale di Nashville.

Piuttosto imperdibile è quindi il recente vinile Give Me Flowers, nel quale la Third Man Records, etichetta di Nashville fondata da Jack White dei White Stripes, grande appassionato di folk e blues, ha riassunto la storia dell’etichetta in 16 elettrizzanti brani.

Privilegiando l’allora popolarissimo formato del 45 giri, la Nashboro (e la sua “gemella” profana Excello) ha raccontato per anni un modo di fare musica diretto e lontano dalla malizia del mercato.  

«Nessuna di queste musiche è stata pensata per diventare un successo», scrive Mike McGonigal che ha curato l’antologia. «La parola gospel significa buona novella, buone notizie e quindi quello che rende una canzone gospel di successo è esclusivamente – e semplicemente – il modo in cui trasmette questo messaggio».

E allora spazio a The Highflower Brothers, The Consolers (il cui pezzo dà il titolo alla raccolta), The Skylarks e Sister Pope and the Pearly Gates… a voci maschili e femminili che sembrano venire da un luogo senza tempo e di quel tempo senza luogo veicolano l’urgenza. Scordatevi le paciocconate natalizie: qui c’è sangue e elettricità, il blues scorre urgente nella vita quotidiana, in chiesa come nelle strade polverose.

Bellissimo!

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