Trincee alla frontiera

Charles Gayle in trio in uno house concert da ricordare

Recensione
jazz
tempo di lettura 2'
Monticelli Brusati
16 Maggio 2014
Sono giorni complicati per le musiche di frontiera. E all’orizzonte non si intravedono squarci di sereno tra le nubi spesse di un’offerta sempre più ignorante. La sensazione è che il futuro sarà all’insegna della resistenza, che roccaforti e trincee andranno difese metro per metro facendo affidamento sul coraggio e sulla fantasia di chi a un certo jazz non può proprio rinunciare. Ripartire dal basso? Più o meno. O se non altro da luoghi improbabili e periferici. Come il cortile di un casale tra i vigneti della Franciacorta, buen retiro del trombettista Gabriele Mitelli. A lui, e all’associazione culturale FU-NI, il merito di aver intercettato il breve tour europeo di Charles Gayle, affiancato per l’occasione dal batterista Giovanni Barcella e dal contrabbassista Paolino Dalla Porta. Merito mica da poco, considerando la caratura del sassofonista in questione, uno che a ragion veduta può permettersi di dare del tu ad Ayler e Coltrane. Un alfiere della New York più nera e più free, un venerato maestro (a breve il Vision Festival gli renderà omaggio con un'edizione su misura) che da qualche tempo ha leggermente addolcito la propria parlata, puntando su essenzialità e musicalità. Intendiamoci: il suono resta impressionante. Il tenore di Gayle vibra e scuote come ai tempi del folgorante [i]Touchin' on Trane[/i]. Ma all'ombra di un grande gelso, in un tripudio di lampade retrò, l'impressione è stata quella di un rinnovato gusto per la melodia (alla maniera dell'ultimo Brötzmann). «Cerco strade nuove all'interno di brani suonati centinaia di volte: è una sfida». Così lo stesso Gayle - al solito agghindato da clown - dopo un'obliqua rilettura della coltraniana “Giant Steps” e una lancinante versione dell'ayleriana “Ghosts”. Un omaggio ai padri dal più degno dei figli.

Interpreti: Charles Gayle (sax tenore), Paolino Dalla Porta (contrabbasso), Giovanni Barcella (batteria)

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

jazz

La 25esima edizione del festival austriaco dedicato al jazz e alla musica improvvisata

jazz

Programma variegato e tanto pubblico per la 46a edizione del festival, la seconda diretta da Joe Lovano

jazz

Il pianista israeliano protagonista di un intenso concerto in solo al Piacenza Jazz Fest