Pianca e gli arciliuti del Seicento

Luca Pianca interpreta toccate e danze dei principali artefici della musica italiana per arciliuti della prima metà del Seicento

Luca Pianca (foto di Patrick Huerlimann)
Luca Pianca (foto di Patrick Huerlimann)
Disco
classica
Luca Pianca
The Art of Resonance. Archlute & Theorbo music of the Italian Seicento
Passacaille
2022

Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento grazie alle nuove esigenze espressive della musica vocale, tesa ad esprimere gli “affetti” attraverso la monodia accompagnata in stile rappresentativo, la famiglia dei liuti si arricchì di nuovi strumenti in grado di eseguire l’accompagnamento del basso continuo che richiedeva una estensione della tessitura verso il registro grave. Per sostenere le lunghe corde di una seconda tratta si svilupparono liuti a manico lungo, tiorbe e chitarroni, con esemplari che potevano raggiungere anche i due metri di lunghezza. Le risonanze generate dalle corde di bordone conferirono agli arciliuti maggiore spessore e profondità timbriche e queste potenzialità vennero sfruttate dai liutisti che avevano già consolidato una letteratura musicale idiomatica affinata dal gusto rinascimentale.

Il titolo del nuovo disco solista di Luca Pianca fa riferimento all’aspetto del prolungamento del suono delle corde di questi strumenti, e alle doti improvvisative dei liutisti attivi nella prima metà del Seicento che sperimentarono le diverse possibilità offerte dall’ampliamento della tessitura, a cominciare da Alessandro Piccinini che si attribuì l’invenzione dell’arciliuto nella dettagliatissima introduzione rivolta “agli studiosi” della sua antologia Intavolatura di Liuto et di Chitarrone, Libro primo.

Nel testo di presentazione Pianca cita alcuni passaggi degli iniziali “avvertimenti, che insegnano la maniera, e il modo di ben sonare con facilità i suddetti Stromenti” relativi specificatamente al “Suonare netto” e al “Suonare Piano, e Forte” contenuti in questa intavolatura stampata a Bologna nel 1623.

Piccinini, "Intavolatura di liuto et di Chitarrone", Libro primo, parte prima pag. 1 (1623) dettaglio
Piccinini, "Intavolatura di liuto et di Chitarrone", Libro primo, parte prima pag. 1 (1623) dettaglio

Le parole di Piccinini relative al “suonare ondeggiato” e “affettuoso” nel quale “ogni minimo tocco di corda sia schietto come perla” sembrano il manifesto programmatico che ha guidato Pianca nella interpretazione delle musiche del liutista bolognese, e di quelle  degli altri autori, sia eseguite con l’arciliuto come nel caso di Pietro Paolo Raimondo e Pietro Paolo Melli, che con la tiorba, come Giovanni Girolamo Kapsberger. In questo disco le loro correnti, gagliarde e toccate vibrano, fluiscono e respirano con straordinaria naturalezza e musicalità.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Arie d’opere barocche italiane riscoperte sul dramma d’Amleto

Un disco del Concert de l'Hostel Dieu diretto da Franck-Emmanuel Comte con il soprano Roberta Mameli

Alma Torretta
classica

PODCAST | Early Music Stories #108

Thélème canta Cage, Dowland e Sting

Paolo Scarnecchia
classica

I canti della Corsica secondo Ravel

Il nuovo disco del mezzosoprano Éléonore Pancrazi fa riscoprire i canti della Corsica orchestrati da Ravel ventenne

Alma Torretta