AngelicA 2019, "musica" a maggio
Dal 4 al 31 maggio la nuova edizione del festival bolognese diretto da Massimo Simonini
È il ventinovesimo Momento Maggio di AngelicA (le date: dal 4 al 31 in cinque “blocchi”, perlopiù al Teatro San Leonardo di Bologna). La creatura di Massimo Simonini – che è di Massimo Simonini ma insieme dei “suoi” curatori, una rete di amici che di anno in anno contribuisce a portare idee fresche e suoni nuovi – conferma la sua formula, che ne ha fatto un unicum sulla scena dei festival “oltre i generi”. La stessa intestazione – AngelicA - Festival internazionale di musica – dice bene di una vocazione tanto sperimentale quanto ecumenica, che dribbla le etichette consuete.
«visto (quasi) per caso in televisione, in occasione di un premio letterario: tra una presentazione e l’altra di un libro, intervistano dei bambini, e alla domanda "che cosa è la rivoluzione?" un bambino risponde (con fare facile e con un piccolo punto interrogativo sospeso a circa 29 centimetri sopra la testa) "un cambiamento musicale?!”» – Massimo Simonini (dal programma di AngelicA 2019)
Dunque, nella difficoltà di descrivere musica nuova e che non si conosce (ancora), rimangono i nomi dei musicisti a garantire per AngelicA.
Si parte il 4 maggio con il duo Rohan de Saram e Vincent Royer (violoncello e viola); il giorno seguente l’intrigante trio di Massimo Pupillo (curatore) con la tromba di Toshinori Kondo e la batteria di Tony Buck.
Secondo blocco l’8 maggio con Akio Suzuki insieme ad Aki Onda per un concerto di oggetti (nello strumentario anche miscelatori per cocktail e coperte d’emergenza), in prima italiana (cura Julia Eckhardt). Il 9 spazio al soprano Juliet Fraser per un programma intitolato Songs for Solitude. Il 10 il volume cresce con il trio di Peter Brötzmann insieme al marocchino Maâlem Moukhtar Gania (al guembri e alla voce) e alla batteria di Hamid Drake. Brötzmann è di scena anche il giorno seguente con la pedal steel di Heather Leigh; a seguire, Edoardo Marraffa con Jasper Stadhouders.
Il 16 c’è la INCROCIorchestra con la direzione e le musiche di Giorgio Magnanensi, mentre il giorno seguente ci si sposta a Modena per l’Elements Trio (George Brooks, Kala Ramnath, Gwyneth Wentink). Il 18, di nuovo a Bologna, da Singapore Cheryl Ong e Vivian Want, alla prima europea, e a seguire John White, MJ Coldiron e Andrea Rocca.
Il 23 maggio è di scena invece la violinista kazaka Aisha Orazbayeva, anche in duo con Mark Knoop; il giorno seguente tocca invece all’arpista norvegese Sunniva Rødland e a Daniela Cattivelli. 25 maggio con il concerto per organo di Hermann Nitsch (alla Basilica di Santa Maria dei Servi), mentre il giorno seguente una finestra sulla musica classica indiana con Pandit Uday Bhawalkar.
Chiude il programma il 31 maggio il Piccolo Coro Angelico diretto da Giovanna Giovannini, Silvia Tarozzi e Gloria Giovannini, all’ottavo anno di lavoro.
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