Cherubini & Beethoven
Santa Cecilia: terzo appuntamento con Pappano
Recensione
classica
Come nel secondo, anche per il terzo appuntamento del ciclo “Beethoven e i contemporanei” ad introdurre il musicista tedesco non è stato il nome di un compositore italiano vivente bensì quello di Luigi Cherubini, presente con una pagina, l’Ouverture dalla “Medée”, degna di nota per la sua pregevole scrittura orchestrale, ben sottolineata dalla direzione di Pappano. Ma naturalmente il piatto forte del programma era costituito dalla Quarta e dalla Settima Sinfonia, frutto di epoche creative che in fondo stupisce sapere distanti tra di loro appena poco più di cinque anni. Da un’esecuzione dell’Orchestra dell’Accademia è lecito aspettarsi qualcosa di simile all’ospitalità e al comfort che si pretende in un hotel della massima categoria, dove evidentemente pecche pur piccole difficilmente vengono accettate dalla clientela. Alto dunque il livello interpretativo offerto da Pappano, che sicuramente raggiunge i momenti migliori nel tempi di apertura di entrambe le Sinfonie e nello Scherzo della Settima. Tuttavia la scelta di dirigere senza la tradizionale bacchetta, obbligando a una gestualità più estroversa ma meno dettagliata, ha finito col portare minor precisione all’insieme quando, come nel tempo finale della Quarta, agli archi è richiesta una motricità puntiforme e una chiarezza ineccepibile. Anche nel finale dell’altra Sinfonia si è perso qualcosa del gioco imitativo tra violini, viole e violoncelli, risucchiato pure da un tempo travolgente. Parlando degli archi però è da spendere una parola di encomio ai contrabbassi, mai una sbavatura, una compattezza esemplare. Considerando anche l’ottima squadra dei fiati, Pappano ha a disposizione uno strumento di eccellente qualità per affrontare al meglio i prossimi due appuntamenti del ciclo beethoveniano.
Orchestra: Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia
Direttore: Antonio Pappano
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